Vai direttamente ai contenuti

Gli anni novanta

Il plurititolato toscano si ripete nell’edizione del 1990 (davanti a Regosa e Ceraolo), che si disputa su una sola manche: la pioggia, infatti, fa scappare il pubblico che sporca di fango il percorso, rendendolo insicuro, tanto che la seconda marchesi effettua solo pro forma. Nesti vince anche l’edizione successiva battendo Ritacca e laria, con Cassia fuori strada e Grimaldi ritardato dal pubblico sul percorso in seguito all’incidente del comisano. La validità per il campionato nazionale della montagna riporta a Capodarso il meglio degli “scalatori” nazionali, cosicché l’edizione seguente si gioca oltre… Stretto , dato che a trionfare è il bresciano Regosa, davanti al pugliese Irlando (che alla Nissena si laurea campione italiano prototipi) e al calabrese Ritacca. Incredibile, ma vero, Nesti è solo quarto. Ma eccolo rifarsi l’anno dopo, vincendo per l’ottava volta (davanti ad Angelo Palazzo e Mimmo Scola) e conquistando per la dodicesima il titolo tricolore. Non prende la partenza (perhcè presentatosi in ritardo) un giovane pilota che lo ha brillantemente contrastato in campionato, dove s’è piazzato secondo: il suo nome è Fabio Danti.

A salutare la quarantesima edizione della Coppa, nel 1994 si ritrovano a Capodarso, stavolta da spettatori, alcuni ex vincitori della gara, tra cui Antonio Pucci e Ignazio Capua. Ma ancora una volta Giove Pluvio fa uno scherzetto niente male, ed ecco i prototipi in grande difficoltà, specie nella seconda manche: e così l’alloro è per Luigi Di Natali, alla guida della Ford Escort Cosworth coi colori del Motor Team Nisseno del felicissimo – per l’occasione – presidente Nicola Vullo: e in parte, così, si avvera il lungo sogno di gustarsi una vittoria...”nissena”: solo in parte, però, perché il bravo Gigi è di Canicattì…