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Gli anni ottanta

La XXVI edizione, nel 1980, passa alla cronaca e agli archivi solamente per la gran pioggia che ne decreta la sospensione dopo la partenza dei concorrenti dell’allora gruppo 1, mentre l’anno successivo – in ossequio al detto non c’è due senza tre – riecco sua maestà Mauro Nesti che, dimenticati i “trascorsi” polemici, stavolta vince anche nella classifica finale e a suon di record con la sua Osella PA 7, abbattendo il “muro”ei 150km orari, davanti – manco a dirlo – al solito abbonato alla piazza d’onore, Enrico Grimaldi. Sono, queste le edizioni dei grandi “numeri” della corsa, che alla vigilia registra oltre 300 iscritti, a testimoniare un riscontro che premia gli sforzi degli oorganizzatori.

A migliorare il suddetto record si prova, nel 1982, il marsalese Benny Rosolia, che coglie l’alloro davanto a Grimaldi e ad Alfio Canino, ma senza abbassare il tampone del toscanaccio. Come a dire, insomma, che ci vuole solo un Nesti per battere… Nesti, ed ecco ritornare a Caltanissetta il re della montagna italiana ed europea, che si supera ell’edizione del 1983 vincendo in 3’02”20 a 157,980 kmh: la sua azzurra Osella-Cebora Bmw pare davvero volare sugli otto chilometri della cronoscalata, resa d’altronde molto più veloce della ridotta distanza, tanto da far registrare tempi quasi da pista: e Carluccio Facetti, quell’anno in gara con un’Osella turbocompressa (terzo in classifica, dietro a Rosolia) non ha difficoltà ad ammettere che al rettifilo delle Gabbare la sua vettura arriva a toccare i 220 km orari.

Per la trentesima edizione, nel settembre 1984, la paura fa capolino alla Coppa Nissena, dove l’Osella 1300 di Corao esce rovinosamente di strada, col pilota che si frattura le gambe: un incidente che condiziona un po’ i piloti dello sport che si contendono l’assoluto, anche se, alla fine, il risultato premia l’assiduità di Grimaldi, che finalmente può gustare il sapore della vittoria e quello dello champagne sul podio, pur se di un soffio (appena 25 centesimi di secondo) sul palermitano Giampaolo Ceraolo. Per il “principe” della scuderia Etna sarà, comunque, il primo ed unico successo alla gara di Capodarso.

L’anno dopo tocca a Rosolia (che corre sui colori della Catania Corse) bissare il successo di tre anni prima, col marsalese che si toglie lo sfizio di lasciare alle sue spalle il forte bresciano Ezio Baribbi, uno dei più quotati “scalatori” nazionali, e il solito Grimaldi.

Ma mancano i record, e per tornare a stabilirne uno nuovo ecco ripresentarsi “re” Mauro, che nell’edizione del 1986 lascia davvero tutti a bocca aperta: appena 3 minuti e 2 millesimi di secondo per percorrere gli otto chilometri della salita, alla media “stratosferica” di 159,822 chilometri orari: e nonostante questo c’è chi “stuzzica”, a fine gara, il pistoiese, chiedendogli se gli sarà mai possibile abbattereil muro dei tre minuti: re Mauro sorride e non risponde, ma giusto per scaramanzia. E fa bene, perché l’anno seguente, ritornato ancora una volta nei panni del superfavorito, le condizioni di gara non gli consentono – stavolta alla guida di una Lucchini Bmw – di fare meglio di 3’11”8, tempo che comunque gli consente di mettere in carnierela quarta vittoria, davantia Ceraolo e Mimì Scola. Come a dire, insomma, che quel che conta è…vincere, anche se al gara (all’epoca messa in cantiere dall’Easan, l’organismo nato per la promozione dello sport automobilistico sul territorio) ha validità solo per la Coppa Csai riservata alla seconda Zona.

Nel 1998 la gara ritorna ad essere u nfatto tra…siciliani, se è vero che a contendersi l’alloro sono il comisano Gianni Cassia, e ancora una volta Ceraolo e Rosolia. Vince Cassia, ed è la sua prima vittoria alla Nissena, con la quale va in archivio un altro pezzo di storia della gara, quello legatoalla tornata unica sugli 8 km. Dal 1989, infatti, ennesimo cambio di regole, in ossequio ai regolamenti Csai, ed ecco introdotta la doppia manche di 5,5km, e quindi una distanza complessiva di 11km con classifiche per somma dei tempi, ad inaugurare , vincendo, la nuova formula è – tanto per cambiare – Mauro Nesti, che fa dunque cinquina, davanti a Rosolia (dietro di lui di nemmeno un secondo) e Cassia.