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Gli anni sessanta

Negli anni Sessanta la Coppa Nissena si corre su 10 km ed è prova valida per il Trofeo della Montagna. Vince il palermitano Vincenzo Riolo, che non abbassa però il tempo di Todaro. Si dovrà attendere la successiva edizione (disputata dopo una pausa di quattro anni) per portare il recorddel percorso a 4’43”2: da Verona arriva a stabilirlo
“Noris”, sulla sua Porsche 2000. la competizione è ora valida per il campionato nazionale di velocità conduttori categoria turismo e per il Trofeo della Montagna categoria gran turismo e sport, che spingono a Caltanissetta alcuni dei più quotati conduttori italiani interessati a quelle classifiche: da Pinto a Ignazio Captano, che tornerà due anni dopo a vincere l’assoluto alla guida di una Porsche Carrera 6. L’edizione precedente, la numero dodici, è invece appannaggio della Ferrari di Clemente Ravetto.

Il 1967 è la grande occasione di Carmelo Giugno, uno dei protagonisti più amati del mondo motoristico nisseno, che è in gara con la sua indimenticabile Alfa romeo TZ 1: e, con lui, si spera di vedere finalmente trionfare un pilota nostrano sul tracciato di Capodarso. Ma un errore di guida – come lui stesso confesserà a fine gara – gli costerà l’alloro, e cioè l’avere male impostato il curvane di Xiboli, uno dei tratti più impegnativi affrontati in piena velocità dopo la discesadello stabilimento Averna. A beneficiarne è il rivale agrigentino Stefano Aloni, anch’egli su TZ, un “bassotto” al punto che sulla sua vettura hanno dovuto maggiorare la pedaliera per metterlo in condizioni di guidare comodamente. Sfuma, così, la grande chance del popolare Carmelo, secondo dietro Alongi che vince sull’ennesima nuova distanza di 10,200 km. Dal 1968, con Ferdinando Latteri, uno dei gentlemen al volante di allora, comincia l’era dei prototipi, veri dominatori di questo tipo di competizioni su strada. Apre la serie di successi la Dino Ferrari 2000 del futuro rettore dell’Università di Catania, per proseguire con le Abarth due litri di Mariano Spatafora – altro blastonato in prestito all’automobilismo sportivo – ed “Amphicar” (al secolo Eugenio Renna), vincitori nel 1969 e nel 1970.